EL GRECO: 41 OPERE A PALAZZO REALE

Uno scorcio dell’allestimento (foto di Giorgio Denti)

MILANO. Visitare la mostra di Doménikos Theotokópoulos, in arte El Greco, allestita fino all’11 febbraio al Piano Nobile dI Palazzo Reale, significa immergersi in un’esperienza pittorica dalle grandi valenze simboliche che riescono ad affascinare e rapire. E lo fanno immediatamente.

L’artista, che deve il suo pseudonimo alla nascita a Creta, nel 1541, ma anche alla lunga permanenza in Spagna, tanto che si spegne a Toledo – città ritratta tante volte nei suoi quadri, è infatti rappresentato da ben 41 opere provenienti da prestiti nazionali.

Il percorso espositivo copre l’intero arco dell’esperienza di questo eclettico pittore, che inizia dal periodo della sua formazione fino alla maturità e al periodo toledano, senza dimenticare opportuni riferimenti sia alla grande pittura italiana, specie quella di Michelangelo, Parmigianino, Correggio, Tiziano, Tintoretto e Bassano, sia alla tradizione bizantina.

La rassegna, promossa dal Comune di Milano Cultura e prodotta da Palazzo Reale e MondoMostre, con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, è curata da Juan Antonio García Castro, Palma Martínez – Burgos García e Thomas Clement Salomon, con il coordinamento scientifico di Mila Ortiz

Il labirinto di Arianna fa da “sfondo” per esplorare gli sviluppi artistici, tematici e tecnici che si svilupparono a partire dagli importanti viaggi di El Greco nelle città del Mediterraneo. Interessante è anche il cambiamento di scala, concentrandosi sui dipinti di El Greco in Italia, soprattutto quelli di dimensioni più contenute, come il Trittico di Modena e l’Adorazione dei tre dottori.

“Davanti all’anima castigliana – questo modello sublime che lo commuove − il Greco dimentica la sua bravura: si fa un occhio nuovo, una mano di fanciullino, una coscienza da primitivo. Come dice di primo acchito quel che gl’importa di dire! Mentre la tendenza generale è all’enfasi, ecco un pensiero assolutamente nudo.” (Maurice Barrès)

La prima sezione, intitolata Il bivio, affronta gli inizi del pittore nel circolo della produzione cretese di icone e il suo successivo apprendistato a Venezia e poi a Roma.

Simone Fappanni, ideatore di Art is line blog, all’ingresso della mostra (foto di Giorgio Denti)

La seconda, Dialoghi con l’Italia, espone una serie di opere realizzate da El Greco sotto l’influsso dei pittori del nostro Paese.

Nella terza, Dipingendo la santità, ci si sofferma sul periodo di El Greco a Toledo, autore di scene religiose e dipinti devozionali.

La quarta sezione, L’icona, di nuovo, presenta, invece, il ritorno ai temi scandagliati nella sua terra d’origine. Infine, in El Greco nel Labirinto, capolavoro tardivo troviamo un “dialogo” assoluto col tema del Laocoonte, diverso rispetto al modello scultoreo che perviene dalla classicità.

“Per la realizzazione di questo progetto espositivo,, si legge nel testo di presentazione della rassegna, grandi musei hanno concesso il prestito di autentici capolavori, tra i quali i celebri San Martino e il mendicante e l Laocoonte della National Gallery di Washington, il Ritratto di Jeronimo De Cevallos del Museo del Prado, le due Annunciazioni del Museo Thyssen-Bornemisza, il San Giovanni e San Francesco delle Gallerie degli Uffizi.

La mostra vanta inoltre la presenza di opere straordinarie provenienti da istituzioni ecclesiastiche che per la prima volta arrivano in Italia, quali il Martirio di San Sebastiano della Cattedrale di Palencia, l’Espulsione dei mercanti dal tempio della Chiesa di San Ginés di Madrid e l’Incoronazione della Vergine di Illescas”. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Skira Editore,

SIMONE FAPPANNI

L’ARTISTA. Cenni biografici 

Doménikos Theotokópoulos, detto El Greco, nasce a Candia, nell’isola di Creta nel 1541 e muore a Toledo nel 1614. La sua vita è stata segnata dalla costante ricerca di formule artistiche che lo portarono ad esplorare linguaggi sconosciuti e assolutamente personali. 

Nel 1567, dalla nativa Creta, si reca a Venezia per diventare un pittore occidentale, lasciandosi alle spalle le caratteristiche proprie delle icone. A Venezia e poi a Roma, nello squisito ambiente dei Farnese, dove acquisisce la conoscenza della statuaria antica, avviene la sua prima trasformazione divenendo pittore “alla maniera latina”, uno stile caratterizzato dall’uso del colore e della macchia come base della pittura. Tuttavia, nel complesso ambiente artistico italiano, non riesce a trovare un mecenate e quindi decide di tentare fortuna in Spagna.

Arriva a Toledo nel luglio del 1577 all’età di 41 anni, con la speranza di ottenere un incarico dal re Felipe II e di essere nominato pittore della Cattedrale di Toledo. Non è riuscito a realizzare nessuno dei suoi sogni. Il suo carattere difficile e l’originalità artistica delle sue composizioni e iconografie hanno sorpreso tutti, così come i suoi prezzi molto alti per il mercato castigliano. Nonostante ciò, Toledo gli fornì un ambiente di amici e fedeli clienti dove ebbe grandi commissioni come quello del Entierro del Señor de Orgaz, la cappella di San José o il santuario di Nuestra Señora de la Caridad a Illescas. Contemporaneamente crea una bottega, alla maniera delle botteghe veneziane, dove vengono realizzate alcune versioni delle sue opere più ricercate, come quelle di San Francesco o quelle della Maddalena in lacrime. 

Lontano da mode e correnti, a Toledo trova la calma necessaria per continuare ad indagare un linguaggio sempre più personale, astratto e stravagante, che si nota in opere come il Laocoonte.

Alla sua morte, avvenuta il 7 aprile 1614, lascia un vasto inventario che conosciamo attraverso il figlio Jorge Manuel Theotocopoulos.

INFO MOSTRA:

Orari. Da martedì a domenica ore 10:00-19:30, giovedì chiusura alle 22:30. Ultimo ingresso un’ora prima.

Lunedì chiuso. https://www.mostraelgreco.it/orari-e-informazioni-mostra-el-greco-milano/

Open: € 17,00 Intero: € 15,00 Ridotto: € 13,00 Esclusi i costi di prevendita.

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