IL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI: UNO SCRIGNO DI TESORI

Una sala del Museo (foto di V. Montuori)

NAPOLI.  Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è, in Italia, il più grande complesso archeologico, ricco di collezioni tra le più disparate.

Naturalmente la “parte del leone” la fa la sezione dedicata a Pompei e agli altri siti archeologici della Campania (Stabiae, Paestum, Capua) ma anche altre località meno note come Cales o Boscoreale, sebbene ci siano sezioni molto ricche di reperti come la galleria Farnese che riguarda la statuaria antica o la colelzione numismatica o quella epigrafica per non parlare della sezione egizia. Il problema è che alcune di queste sezioni sono a turno chiuse  e che alcune opere famose come il mosaico della battaglia di Isso tra Alessandro Magno e Dario III di Persia sono in restauro.

Ora non è il luogo questo per discutere delle singole opere lì conservate , sebbene ce ne siano di veramente splendide come la statuetta del Fauno dalla casa del fauno di Pompei o la coppia dei Tirannicidi, Armodio e Aristogitone, a grandezza naturale.

ùCi sono, pittuosto, tanti piccoli affreschi o mosaici  di origine  in genere pompeiana,  che rappresentano scene di vta quotidiana dei primi decenni dell’Impero, da Augusto a Vespasiano e Tito (cioè dal 30 a.C. al 70 -80 d.C. ca.) e che sono mirabili per realismo e per vivacità coloristica. Penso al celebre mosaico del “cave canem” o ai piccoli affreschi con donne pittrici e musiciste; ai paesaggi marini e a quelli nilotici (paesaggi raffiguranti cioè il Nilo e i suoi animali esotici, dall’ippopotamo al coccodrillo, dall’ibis  alla pantera) , alle magnifiche raffigurazioni di uccelli come colombe o pavoni fino alla rappresentazione  della vita  di tutti i giorni come per il ritratto del fornaio e della moglie.

Si tenga presente che queste realizzazioni si accompagnavano a pannelli affrescati che ricoprivano le pareti delle stanze delle case più ricche e che racchiudevano motivi floreali o scene bacchiche o teste di Gorgone o di Medusa, fino a una serie di affreschi rinvenuti sulle pareti dei lupanari (i bordelli dell’epoca) dai contenuti decisamente erotici.

Una miriade di testimonianze di una civiltà, quella campana del I secolo d.C., certamente non altolocata come quella romana ma composta da ricchi borghesi, commercianti, liberti, una società dinamica e in espansione che, come sappiamo, di lì a poco, sarebbe stata stroncata dalla eruzione del Vesuvio del 79 d.C. . Una maggiore organizzazione del percorso museale sarebbe però auspicabile.

VINCENZO MONTUORI

INFO: https://mann-napoli.it/

Biglietto intero
nominativo – valido per due giorni consecutivi di apertura del Museo
€ 22.00
N.B. Il biglietto cumulativo a tariffa intera per i gruppi non è valido 2 giorni. I componenti del gruppo possono decidere di acquistare biglietti individuali nominativi validi 2 giorni.

Ridotto
€ 2.00
per cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni*
*Il limite di età deve intendersi superato dal giorno successivo a quello del compimento del 25esimo anno d’età.

e per titolari di Bonus 18app.

Con 18app puoi utulizzare il tuo Bonus Cultura per acquistare il biglietto (2 euro) o l’abbonamento annuale MANN .
L’iniziativa è valida fino al 31 dicembre 2023
L’utilizzo di 18app è strettamente personale , per tanto al momento dell’acquisto o del ritiro del biglietto sarà richiesto un documento di identità.

Famiglia
€ 40.00 (due adulti)

Speciale
€ 11.00
-titolari di Artecard (dopo aver esaurito gli ingressi gratuiti)
-accompagnatore di abbonato OpenMANN.

Gratuito
-Cittadini sotto i 18 anni della Comunità Europea ed extracomunitari.

-Personale docente italiano della scuola di ruolo o con contratto a termine dietro esibizione di idonea attestazione rilasciata dalle istituzioni scolastiche, che dimostri la docenza nell’anno in corso

-Portatori di handicap

-Per tutti la prima domenica del mese #domenicaalmuseo,
25 aprile 2023,
2 giugno 2023
e 4 novembre 2023