PUNTI DI LUCE. ESSERE DONNA NELLA SHOAH: MOSTRA DELLO YAD VASHEM A PALAZZO DUEMIGLIA E RASSEGNA COLLATERALE

La locandina della mostra

CREMONA. Fino al 4 febbraio, nelle sale di Palazzo Duemiglia, in Largo Madre Agata Carelli 4 a Cremona, si può visitare la rassegna itinerante “Punti di luce. Essere una donna nella Shoah” dello Yad Vashem di Gerusalemme.

«L’allestimento – spiega Simone Fappanni – si compone di trentadue pannelli in cui vengono proposte le storie di donne comuni che hanno avuto la sventura di attraversare un’esperienza terribile come quella dell’Olocausto. Si tratta di persone qualsiasi, con lavori, occupazioni, passioni e interessi diversi che si sono trovate improvvisamente gettate in un evento epocale e che pertanto hanno dovuto attingere a tutte le loro risorse per attraversarlo.

Sono “frammenti di umanità” che rendono vive queste donne di ogni età e che in questi pannelli, uno per ogni “storia”, che costituiscono un adattamento della mostra “Spots of Light”, curata da Yehudit Inbar e ordinata al museo israeliano, sono tutte poste su un piano introspettivo davvero profondo».

Siamo onorati – conclude Giorgio Denti, presidente del Centro Pinoni che promuove l’evento con la collaborazione e il patrocinio dell’amministrazione comunale – di potere ospitare nei nostri spazi questa importante esposizione che si sofferma su un aspetto doloroso dell’Olocausto».

La diffusione della mostra è consentita grazie alla gentile concessione dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna.

Rassegna collaterale è la collettiva “Immagini per la Shoah” con i dipinti di Loredana Fantato, Ivo Compagnoni, Emanuela Artemi, Alberto Besson, Anna Semeraro, Laura Pozzi, Isabella Ditaranto, Adriano Bruneri, Anna Paola Cozza, Maria Angela Fiorasi, Giulia Troise,  Nicoletta Gentili, Nicoletta Reinach Astori, Maria Camilla Rita Rap, Maria Rosa Antolini, Massimo Tosi, Riccardo Bozuffi, Elisa Migliaccio, Mariangela Milan, Tersa Dal Dosso, Maria Grazia Cimardi Ennio Sartori.e le fotografie di Elena Saliani scattate nel campo di concentramento di Dacau.

Data la complessa situazione pandemica, l’esposizione, a ingresso libero con Green Pass e nel rispetto delle norme anti Covid-19, può essere visitata solo su appuntamento, cel. 380.9071001. Nell’occasione sarà disponibile il libro “Le sillabe della Shoah” con copertina d’arte di Alberto Besson. Info, fappanni71@gmail.com.