RETROSPETTIVA DI BOTERO ALLA PERMANENTE

Botero © Jesús y la multitud, 2010,  Museo de Antioquia, Medellín, part.

MILANO. La prima mostra postuma di uno degli artisti contemporanei più amati dal pubblico, una
collezione che suona oggi come un vero e proprio testamento spirituale.
Fernando Botero è uno dei grandi maestri della contemporaneità: pittore, scultore e
disegnatore. Il suo stile inconfondibile lo ha collocato di diritto tra i più importanti artisti che
portano avanti la tradizione pittorica nel XX e XXI secolo. Alla Permanente di Milano dal 23 novembre al 24 gennaio.
A ventiquattro anni Botero dipinge una natura morta con mandolino. In quell’occasione, per
la prima volta, l’artista colombiano enfatizza uno degli elementi ritratti aumentandone le
dimensioni come mai si era visto prima. Passa poco tempo perché lo stesso trattamento
venga applicato anche ai corpi umani, oltre che agli oggetti, creando uno stile che è divenuto
un vero e proprio marchio di fabbrica. Botero non dipinge corpi grassi ma, come lui
stesso dichiara, dipinge volumi.
Da allora Botero costruisce mondi sensuali, popolati di personaggi ricchi di un piacere
immenso e felice, attraverso quell’abbondanza tranquilla e suntuosa delle forme che trova la
sua maturità verso la fine degli anni ‘70. Il suo lavoro si pone nel solco della grande
tradizione pittorica occidentale, attraverso omaggi, reinvenzioni, citazioni ma anche
nell’approccio formale e nelle tematiche. Tra i riferimenti che Botero interpreta in modo
amplificativo – mai semplicemente imitativo – le opere di Paolo Uccello, Peter Paul Rubens,
Diego Velázquez, Paul Cézanne e Pablo Picasso.
Botero è fondamentalmente un artista che pensa attraverso la pittura. Esistono molteplici
livelli di lettura e interpretazione della sua opera. Questo aspetto del suo lavoro ricompare
nella serie della Via Crucis, sessanta opere tra oli e disegni preparatori che mettono a
nudo e svelano uno degli aspetti più intimi e privati del Maestro: il suo rapporto con
l’eterno e la religione.

Via Crucis. La Passione di Cristo è un ciclo di opere realizzate da Fernando Botero tra il
2010 e il 2011. Nella serie, composta da 27 olii e 33 opere su carta, emerge la tematica
religiosa, molto importante per il pittore. Tematica tra l’altro vicina al maestro sin dalla
sua prima infanzia trascorsa in quella Colombia così ricca di immagini devozionali – tanto
nell’ambito pubblico che in quello privato – e pratiche religiose profondamente radicate nella
cultura e nell’iconografia.
I colori e le forme morbide – al tempo stesso tanto concrete – tipici dell’opera di Botero
vengono però in questa serie attraversate da uno sconvolgimento in cui dolore e tragedia si
mescolano, esaltando il linguaggio figurativo che caratterizza l’artista colombiano.
Queste opere, nelle quali il dramma fa la propria incursione, sono un’evoluzione ed un
arricchimento del corpus di Botero. Il tono ironico che permea di solito le sue opere viene qui
sostituito da quello della pietas per portare il visitatore a riflettere sulla poesia, il dramma e la
potenza rappresentati della Passione di Cristo.
Questa mostra è arrivata al cuore di Medellín, città natale di Botero, durante la settimana di
Pasqua del 2012, per i festeggiamenti per gli ottant’anni di vita dell’artista. In quell’occasione
il pittore ha deciso di donare la serie al Museo di Antioquia che oggi la presenta per la prima
volta postuma alla recentissima morte del Maestro.
La mostra prodotta da Next Exhibition, in collaborazione con Associazione Culturale Dreams,
con curatela di Glocal Project e ONO arte, è anche un’occasione per mettere in dialogo due
importanti sedi museali internazionali: il Museo di Antioquia – da cui proviene la collezione – e
il Museo della Permanente, da sempre snodo culturale unico nel suo genere, punto
d’incontro prediletto da artisti, mercanti e uomini di cultura.

FONTE. Testo e foto, inseriti al solo scopo di presentare l’evento: press kit Ufficio stampa NEXT EXHIBITION