SAN COLOMBANO IN VAPRIO D’ADDA, SEC.XII: ARCAISMO DIFFUSO AD OGNI ANGOLO E IN OGNI PENOMBRA

Capitello, part. foto Luca Nava

SAN COLOMBANO  L’edificio romanico delle dimensioni di 13×12 M intitolato a San Colombano è situato sul mitico percorso utilizzato da generazioni di monaci, pellegrini e cavalieri, che giungevano da tutta Europa per recarsi a pregare sulle spoglie mortali del Santo, conservate a Bobbio, ed è un vero e proprio gioiello di arte romanico-lombarda.

La sua leggendaria connessione col Santo monaco irlandese che evangelizzo’ i Sassoni e da essi subì il martirio, le sue origini, X oppure XII sec., sono ancora motivo di ricerca di carattere storico- artistico e ciò aumenta il fascino nella scoperta di questo edificio.

L’interno mono vano presenta un ampio arco trionfale ed enigmatiche sculture apposte sui capitelli, tra cui dei misteriosi telamoni, diversi affreschi riferibili a periodi diversi, ma presumibilmente tutte concentrate fra l’inizio e il terzo quarto del XV secolo rappresentanti, tra gli altri, San Colombano, San Bernardino, santa Barbara e Sant’Orsola, quest’ultimo affresco invero quasi illeggibile per l’alto degrado: oltre a ciò nel catino absidale troneggia una imponente Croce Patente, il cui significato è tutto da scoprire, ma che quasi sempre, in questa fase storica, rimanda al simbolo della Parusia di Cristo, e che offre particolari e rimandi ricchi di spunti su una possibile soluzione al problema della committenza dell’edificio.

Tutti i rilievi scultorei, databili attorno all’inizio del XII sec., con storie di Daniele, il bestiario medievale e forme a diverso stadio di evoluzione del capitello a scudo a quello Fogliato, tutti di quasi certa produzione comacina con probabili influssi provenzali, ( per il crocevia di cui sopra)presenti all’esterno e all’interno, riproducono figure umane, zoomorfe e vegetali, e costituiscono un’importante testimonianza delle così dette “Bibbie di pietra”, che nel Medioevo coprirono le chiese di tutta Europa.

La loro lettura iconografica e iconologica profonda può condurre alla comprensione dell’importanza di queste opere nella trasmissione del messaggio cristiano, così come si attribuiva enorme e salvifica importanza nel ruolo di cura d’anima prima del XII secolo, così come nei secoli successivi, fin ben oltre le date entro le quali si considera la fine del medioevo e l’inizio di un altra concezione del mondo e della natura.

La chiesa è stata recentemente riaperta dopo un restauro conservativo, che l’ha riportata, per quanto possibile, agli antichi splendori, rimuovendo l’apparato barocco soprastante ( Porter 1912, Arslan, Magni).[…]

LUCA NAVA