SGUARDI SENZA CONFINI: COLLETTIVA DI KAOS FOCALE NELLA NUOVA SEDE DEL CENTRO PINONI

Uno scatto di Claudia Lozzi

CREMONA. Nuova sede per il Centro Pinoni. Il sodalizio di Largo Madre Carelli si sposta dalle sale di Palazzo Duemiglia, che apprestano ad essere restaurate, all’attiguo chiostro. «Ci allontaniamo di qualche metro – spiega il presidente Giorgio Denti, nelle sale riservate, per qualche tempo, a ospitare i bambini di una scuola materna. In pochi giorni i locali sono diventati la nostra nuova “casa” e pertanto sono pronti per ospitare le attività socio-culturali, aperte a tutti, che ormai svolgiamo da anni: mostre, conferenze, corsi, momenti musicali e teatrali, presentazioni di libri».

A inaugurare questa nuova location è la collettiva “Sguardi senza confini”, con gli scatti dei membri dell’Associazione Kaos Focale. Fondata a Codogno nel 2016, nasce da un forte legame creatosi tra la fotografa e insegnante Claudia Lozzi e i suoi allievi, allo scopo di unire professionisti e foto-amatori che condividono una forte passione per questa forma d’arte. «

Il nome del nostro collettivo – spiegano i protagonisti di questo nuovo appuntamento – crea un ossimoro curioso, accostando due termini tra loro contrastanti: kaoos, che richiama liberamente la parola greca cháos e indica il concetto di espansione, e “focale”, che fa riferimento all’ottica fotografica e a un punto di fuoco ben definito, richiamando l’idea di concentrazione».

L’inaugurazione è in programma sabato 3 febbraio alle ore 17,30.

Si possono ammirare le fotografie di Alberto Bonfitto, Luca Zibra, Claudia Lozzi, Alessandra Ferrari, Alessandra Barbè, Angelo Dadda, Antonella Mereu, Arianna Martini, Daniele Savian, Arduino Marone, Eleonora Riboldi, Fulvio Uggeri, Giorgia Pace, Emanuele Lizzori, Linda Pizzamiglio, Marco Dadda, Marco Ferrari, Martina Lucchini, Massimiliano Zetti, Milena Cornali, Rosanna Callegari e Valentina Uggeri.

«Ormai da tempo – osserva il curatore, Simone Fappanni – si sono precisate le coordinate che distinguono una fotografia meramente realizzata per scopi privati da una fotografia che ambisce a essere propriamente “artistica”. Quest’ultima, infatti, oltre a essere scattata con precisi accorgimenti tecnici, vuole trasmettere emozioni e sensazioni che il fruitore può cogliere e fare propri. Si passa, quindi, da un piano strettamente personale a un’ottica universale».

E aggiunge: «il passaggio epocale dalla fotografia analogica a quella digitale ha aperto nuovi scenari e dibattiti sul concetto di “artisticità fotografica” che certamente contribuisce a rendere sempre più affascinante l’universo degli scatti.

Tanto più che maestri del calibro di Ansel Adams, Sebastião Salgado, Dorothea Lange ed Henri Cartier-Bresson hanno contribuito, con altri, a rendere il medium fotografico un eccelso strumento per esprimere la propria creatività».

La mostra è visitabile gratuitamente da martedì a sabato dalle ore 14,15 alle 16,30 fino al 29 febbraio. Info palazzoduemiglia@gmail.com