TUTTA IN VOI LA LUCE MIA: STORIA E MELODRAMMA ALLA PINACOTECA CARRARA

Ritratto di Matilde Juva Branca di Francesco Hayez (1791-1882), realizzato nel 1851 e conservato ed esposto alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Foto: press kit uf stampa della mostra

BERGAMO. Fino al 14 gennaio la Pinacoteca Carrara in Bergamo, ospita la mostra “Tutta in voi la luce mia”. Si tratta di illustrare, tramite Pittura di Storia e con l’apporto del Melodramma, una particolare corrente culturale che in Italia, in forma di binomio assume un particolare abito al servizio della causa risorgimentale.

Dal titolo della mostra ci si aspetta di trovare alla Carrara i capolavori storici di Francesco Hayez, ovviamente, ma poi anche, Francesco Coghetti, i fratelli Induno e altri nomi di particolare peso e infatti l’aspettativa non viene disattesa.

Grandi dipinti scenografici magistralmente eseguiti documentano la fortuna di pochi ma insistenti temi e protagonisti, rievocati dal passato e allestiti di tutto punto nelle scene predisposte, con uno spiccato piglio scenografico, anzitempo il cinema.

La mostra, si snoda nei medesimi spazi nei quali, fino al mese di settembre era ospitata quella di Cecco del Caravaggio ed è allestita con la cura di far percepire la sontuosità dell’epoca neoclassica e romantica, organizzando il passaggio fra un ambiente e l’altro tramite pareti allestite con rasi simil-velluto, ossia i paludamenti tipici delle vesti dell’epoca, riadattate alle pareti delle residenze signorili di meta ‘800.

In uno scenario complessivamente appartenente al mondo aristocratico, i nuclei principali nella ricostruzione storica fanno largo uso delle figure storiche di Hayez, Banti e Verdi in particolare e altri personalità, invero in modo molto defilato.

Completa la formula pittura/causa risorgimentale il compendio di tematiche pittoriche molto popolari come I due Foscari, I Lombardi alla prima crociata, in un dipinto dallo spettacolare caleidoscopio di infiniti personaggi e giochi luministici caldi da scena teatrale.

Ma poi I proverbiali Vespri Siciliani ed è così che, come nei dipinti dedicati a personaggi tragici di Maria Stuarda, Anna Bolena, Caterina Cornaro, si crea una familiarità per l’immaginario collettivo. Allora come ora, il dramma, da storico di fa personale e quotidiano.

La rielaborazione sul piano musicale di questi temi da parte di Donizetti, del quale presenzia un bel ritratto in mostra, certifica il ruolo guida della musica e del melodramma in particolare.

Anche l’importanza di altri illustri personaggi dell’epoca, è ribadita in mostra con la frequenza imposta con cui compaiono i ritratti, cosi come accade che comparissero in tutta Europa sul piano storico- artistico.

I dipinti che si trovano alla Carrara, documentano, nel percorso proposto dai curatori, le interazioni tra i linguaggi, quello figurativo e quello scenico, con “l’accompagnamento” musicale, ( che però non sempre è cosi presente e incisivo negli ambienti che il percorso propone)e intende ricostruire quelle che erano le percezioni già avvertite dai contemporanei al risorgimento.

Si prepara già dalla fine del Settecento questo generale modo di “sentire e percepire il proprio tempo”, per poi proseguire nell’Ottocento, tipicamente pervaso dal fronteggiarsi della disputa della prima metà del sec. fra classico e romantico. Le vicende e i protagonisti della storia delle battaglie di indipendenza sulle quali è operato un transfert con gli episodi del passato è perfettamente riuscito.

Cosi le immagini storiche prendono posto, rafforzato, nelle menti dell’epoca: se ne impadroniscono e creano un immaginario collettivo tipicamente occidentale che nel frattempo insiste nel differenziarsi dalla pur apprezzata corrente orientalista.

Le gesta eroiche dei personaggi della storia di greci e i romani sono lo sfondo di una mitologia e di vicende comparabili nei sentimenti, alla sensibilità moderna.

A tutto questo si aggiunge il dato che un pubblico più vasto, erudito maggiormente e “galvanizzato” dagli entusiasmi della consuetudine del grand tour fra le rovine italiche, si trasforma in lettore di romanzi, in frequentatore dei teatri e delle sempre più numerose esposizioni d’arte, realizzate nell’epoca che inaugura le annuali esposizioni universali.

Proprio grazie al romanzo storico, alla pittura di storia, (invenzione propria dell’epoca e riproposta poi in età fascista,) nonché al melodramma, quest’ultimo riproposto in veste nuova e riadattata rispetto al passato, nei grandi compositori italiani come Rossini, Bellini, Donizetti, Illica, Verdi, che si alimenta la passione per la storia e si sancisce la popolarità di figure di riferimento nuove in sostituzione a quelle ormai stantie (ma pur sempre dal punto di vista valoriale valide) della mitologia e dell’antichità.

Tutti, ma proprio tutti, che si tratti di letterati, pittori, storici, scenografi e architetti teatrali, sono impegnati a indirizzare i loro sforzi nel rievocare il passato con la maggior fedeltà possibile nella ricostruzione del contesto di un’epoca arcaica, cosi come i curatori della mostra, hanno cercato di ricreare negli spazi della Carrara gli ambienti dell’epoca pre-liberty. A questo sforzo organizzativo, risulta determinante il contributo immaginativo del fruitore e del suo atteggiamento interiore per la buona riuscita di una esperienza, che negli intenti, vuole essere, più di tutto, un’ esperienza estatica del “sublime”…..romanticamente intesa

LUCA NAVA