25 Settembre 2026
Fabritius-Stockholm, Giovane studente alla scrivania. 1642-43, Stockolm, Nationalmuseum
Il desiderio fa soffrire e anelare, ma in qualche modo dice che già si sta vivendo hic et nunc, il rapporto con ciò che si cerca¹.
Fabritius-Stockholm, Giovane studente alla scrivania. 1642-43, Stockolm, Nationalmuseum

È uno stato dell’anima, protesa verso cio che la realizza, ma non é esente dalla azione e condizione del corpo che contiene.

il desiderio e’ certamente un fenomeno² enigmatico.

E’ sufficiente rifarsi alla esperienza quotidiana di ognuno, per accorgersi che e’ diffuso in tutte le pieghe dell’esistenza.³

Il desiderio denota una mancanza, perché urge l’assenza di qualcosa, per cui l’istinto⁴, il sentimento, la ragione, vanno alla ricerca di cio di cui si avverte la mancanza.

E questa mancanza e’ il propellente che spinge alla ricerca di qualcosa, qualcuno, un’entita, un crogiolo di sentimenti e spinge anche alla ricerca artistica.⁵ Tuttavia non basta avvertire una mancanza per dire di avvertire desiderio.

Desiderare e’ mancare⁶ di qualcosa che non ha una forma, ma lo si puo esprimere investendolo delle tonalita’ cromatiche, dare fattezze al suo vigore e il suo prorompere tramite il gesto, consueto ad esempio, nell’arte informale, nella sua declinazione tanto gestuale quanto segnica.

l’assenza di qualcosa e’ il richiamo ad una presenza,⁷dunamicha che attrae.

Ma c’e un altro elemento, oltre a una mancanza che ferisce ed annuncia una presenza che attrae; esiste qualcosa che é il movimento della vita; kynesis.⁸

Ogni desiderio è mosso dalle rappresentazioni psichiche di un’ente e non sempre desiderio e bisogno coincidono.

Un bisogno è sempre fisico, un desiderio è in prima istanza dell’anima, o psiche.

Sequenziandoli e fondendo gli aspetti peculiari dell’uno e dell’altro si genererebbe,( e spesso accade) un bisogno psicologico e fisico a un tempo, dai connotati erotici, nel senso di una ricerca investita di una passione totalizzante.

Lo sguardo simbolico sarebbe rivolto verso un oggetto divenuto idolo, con la promessa di un soddisfacimento⁹ di un bisogno, di un bene e bello desiderabile, scevro da giudizi di carattere morale.¹⁰

Tuttavia il desiderio spesso non incontra il bisogno e l’esperienza del bisogno non copre, non estingue, l’esperienza del desiderare.

Questo vale per la persona comune di necessità cosi come per un artista, di fare, e ancora fare, ricercare.¹¹

L’ esperienza comune chiarisce questo nesso ed i suoi limiti.

Infatti fra il bisogno di soddisfare una qualsiasi esigenza di carattere istintuale, come il bisogno di bere o dormire, o un impulso sessuale cosi come la necessita’ di tradurre un gesto a vuoto in sciabolate di colore su tela, dovendo scegliere fra il Bisogno e il desiderio e la Soddisfazione del primo piuttosto che la sublimazione del secondo (con tutto ciò che questo comporta) nella maggioranza dei casi, quasi certamente si sceglierebbe¹² la prima opzione.

Mentre non e’ cosi scontato che fra un Desiderio¹³ ed il suo totale soddisfacimento, si agirebbe in proposito.

Il totale soddisfacimento del desiderio, avrebbe come conseguenza il non lasciare piu nulla da desiderare…..e una vita in mancanza di desiderio, si chiama non vita, o inferno¹⁴, perche il desiderio investe dalla semplice curiosita, alle cose escatologiche.

Dunque, la chiave per esser vivi, sentirsi vivi e tradurre questa condizione in vitalità tangibile, incarna il “Desiderio Artistico”.¹⁵

Desiderare sempre, desiderare tanto, è condizione irrinunciabile. Desiderio é ispirazione.

Desiderio e bisogno non sono pero’ separate, perche’ e’ attraverso il bisogno che ci si muove verso il desiderio che nel caso dell’artista¹⁶ e’ la realizzazione figurata o non, di quella promessa che il desiderio, una volta vicino alla realizzazione promette.

il percorso del bisogno serve per capire che il desiderio e’ IRRIDUCIBILE¹⁷…..mentre il bisogno si oggettiva, il desiderio e’ come un residuo, rispetto alla aspettativa del bisogno, e rilancia lo spasmo dell’atto erotizzante, la ricerca intellettuale, sentimentale ed estetica.

l’oggetto del desiderio e’ indefinito rispetto al bisogno,il desiderio o il desiderare non e’ un bisogno fra tanti ma e’ il più grande ed ineludibile¹⁸ dei bisogni, ed e’ in rapporto con l’alterità, da cui il singolo necessita d’esser riconosciuto.

La Struttura ontologica e psichica dell’essere artistico, e’ tale da essere uno stigma nell’anima e nel linguaggio.

E la cifra distintinva del desiderio non e’ mai di carattere morale che lo irregimenterebbe, perche la legge del desiderio e’ la soddisfazione: chi ha desiderio sa cosa lo soddisfa o no, al netto di tutte le considerazioni morali.¹⁹

Dunque il desiderere, anche della creativita, e’ come una passione amorosa sempre in tensione: la violenza del desiderio nasce, quando esso investe la sua energia su cio che non lo soddisfa, senza che si arrivi a definire gli estremi di una delusione, proprio per questo tendere del desiderio oltre il bisogno.²⁰

La ricerca artistica, vissuta come desiderio, non sara’ mai paga, il desiderio sara’ infinito, allora solo la non finitezza,che e’ all’altezza del cuore e mente, servira’ a capire la legge interna al desiderio stesso.

Immagine: Karel Fabritius, “Giovane studente alla scrivania”, 1642-43, Nationalmuseum Stockholm.

Text, bibliog.: Nava L.                               

Nava.luca75@gmail.com