
MONDAVIO (PU). Si è gia trattato in passato del tema relativo all’architettura fortificata e in questo frangente si riprende il discorso con la Rocca Roveresca¹ che rappresenta il principale monumento e simbolo di Mondavio e insieme alla rocca di San Leo, confinante con lo stato di San Marino² costituisce un esempio molto ben conservato di architettura fortificata nel passaggio dal XIV al XV secolo.³
La Rocca fu commissionata da Giovanni Della Rovere⁴ all’architetto e trattatista senese Francesco Di Giorgio Martini,⁵costruita tra il 1482 e il 1492 come spesso accade, su una precedente costruzione medievale per difendere il vicariato⁶in un periodo di gravi minacce e innovazioni di tecniche d’assedio.
Rispetto al progetto iniziale dell’architetto senese il complesso è però rimasto incompleto.
Dai documenti originali⁴ªrisulta, infatti, che avrebbe dovuto essere composta da quattro torri geometricamente diverse : il mastio, il torrione⁷ ovale e i due torrioncini.
Questo proposito lo si puo’ notare guardando la pianta tratta dal progetto original e la mancata messa in opera del secondo torrioncino che avrebbe dovuto difendere la zona del borgo.⁸
Il torrione ovale⁹, “attraverso il quale passa la via”,¹⁰ oggi appare invece di forma semicircolare, al piu ellittica in modo lieve.
Probabilmente la modifica fu apportata per conservare lo stile della precedente struttura medievale.¹¹
Lo spazio tra la torre mancante, il torrione e il mastio avrebbe dovuto comprendere un circuito di stanze di forma pentagonale adibito all’accoglienza dei fanti.¹² Nel mastio erano invece predisposte le stanze del castellano e il suo “palatium”.
Sebbene non abbia mai subito un solo colpo di bombarda, la rocca di Mondavio è stata l’occasione per l’architetto senese per applicare le nuove tecniche militari di difesa del tempo.
Nel suo trattato il Martini parla di quelle “geometrie che disegno mostrar non può”,¹³e spesso e volentieri queste geometrie sono interne alle mura, concepite per resistere non piu ai vecchi modi di assedio ma alle nuove bombarde¹⁴ a polvere da sparo, i futuri cannoni.
La forma del mastio è, infatti, ottagonale¹⁵a larga base con pareti esterne trapezioidali inclinate che si elevano elicoidalmente, col fine di ottenere prospettive sfuggenti ai colpi di bombarda anziché contrastarli direttamente con grosse muraglie.
La parte alta sporge a strapiombo, sorretta da beccatelli¹⁶, per terminare nei merli del quinto piano; il rivellino a valle è stato trasformato in arcata mentre il fossato a monte è stato parzialmente coperto a volta nel ‘600 per costruire Piazza¹⁷Della Rovere.
Internamente la Rocca presenta passaggi stretti e ambienti con coperture voltate nei quali oggi trovano posto il Museo di Rievocazione¹⁸ riproducente scene di vita rinascimentale e l’armeria della Rocca , esposizione di armature e armi bianche da difesa e attacco.
Il sito è adeguatamente conservato e la dove sono stati necessari interventi, questi sono evidenziati¹⁹ al fine di mostrare l’entità dell’intervento distinguendo l’originale da ciò che non lo è.
Non ancora con le eleganze rinascimentali ne tanto meno gli apporti stilistici della trattatistica²⁰a venire di lì a pochi anni, ma gia una rocca che fa pensare, e non è difficile ebicerlo dal nome della committenza, a una residenza signorile.
Si riporta a seguire cosa dicesse di Francesco di Giorgio il Vasari che, notoriamente, non era generoso di apprezzamenti con chiunque:
«Francesco di Giorgio sanese, il quale fu scultore et architetto eccellente […], essendo persona non meno dotata di buone facoltà che di raro ingegno, onde non per avarizia, ma per suo piacere lavorava quando bene gli veniva, e per lasciar dopo di sé qualche onorata memoria. Diede anco opera alla pittura, e fece alcune cose, ma non simili alle sculture. Nell’architettura ebbe grandissimo giudizio e mostrò di molto bene intender quella professione […]. Fu Francesco grandissimo ingegnere, e massimamente di machine da guerra […] Fu il medesimo tanto curioso in cercar d’intender le machine et in strumenti bellici degl’antichi, e tanto andò investigando il modo degl’antichi anfiteatri e d’altre cose somiglianti, ch’elleno furono cagione che mise manco studio nella scultura».
Giorgio Vasari, Vita di Francesco di Giorgio scultore et architetto, in Le Vite de’ più eccellenti Pittori Scultori e Architettori, 1568.
LUCA NAVA
Fonte immagine: Wikipedia