
ARLATE – CALCO. In un momento storico in cui si da spazio a ogni proposta avanguardista e progressista in ogni settore della conoscenza e della vita, sembra anacronistico assumere un atteggiamento che invece volga lo sguardo in direzione opposta e valorizzi invece il proprio essere originari.
Termine, quello di “originario” che evidenzia l’opportunità d’essere consapevoli delle proprie origini, che è cosa ben diversa dalla stravaganza vuota di chi invece desidera apparire a tutti i costi originale.
La presente rassegna ha come protagoniste le opere degli insegnanti dell’APEA, acronimo di “Associazione d’arte pura e applicata- f.lli Cernuschi-” di Merate (lc).
Si è spesso fatto riferimento all’importanza del far memoria delle cose dei tempi andati, per dare al contempo consistenza a quelle presenti e l’odierna circostanza piu che mai presenta tale opportunità.
In questo modo si vuol dare chiusura a un ideale cerchio che è stato aperto con l’intento di valorizzazione di personalità e del territorio comprendente i comuni attorno all’Adda con snodo fondamentale fra Calco e l’area meratese. Un territorio teatro delle vicende umane ed artistiche, portate all’attualità tramite mostre monografiche realizzate nei medesimi spazi in cui oggi va in scena la presente rassegna.
L’associazione APEA porta con se la tradizione di un afflato filantropico, caratteristico fin dalla sua nascita, come associazione di mutuo soccorso, istituita nel lontano 1867 per rispondere urgentemente a esigenze sociali dell’epoca che non ammettevano deroghe.
Se fino alla metà del XX secolo APEA è stata una fucina di Artigiani che hanno ricostruito i danni delle guerre, e al contempo ha contribuito nel conferire una struttura morale alle generazioni di quel tempo, con l’inaugurarsi della seconda metà secolo l’istituzione si rinnova.
La direzione assunta dal Prof. Vincenzo Trivulzio dopo il 1951, seppe cogliere i cambiamenti nel tessuto sociale dovuti alla maggior scolarizzazione, rispetto ai decenni precedenti, e alle mutate esigenze: accanto ai “mestieri” si affianca anche una formazione di tipo artistico.
Dalla scuola uscivano non solo elettricisti, falegnami o carpentieri ma anche decoratori, pittori, scultori: all’utile si affianca il bello, alle attività che servono per costruire dimore e nutrire il corpo, si affiancano quelle che edificano la struttura morale e l’educazione dell’anima.
In definitiva ci si riferisce qui a ciò che, in assenza di un termine migliore, continuiamo a definire “solo” come bello, che in genere si accompagna anche al bene in senso lato.
Il cambio di statuto obbligato gia dal 2010 ma soprattutto dalle limitazioni poste in essere dal governo Monti nel 2014 alle associazioni di mutuo soccorso, non hanno cambiato lo scopo dell’associazione che era e resta quello, come da statuto, di “promuovere e valorizzare tutte le forme di attività artistiche che abbiano come finalità la crescita della persona umana e la sua educazione culturale”.
La presente rassegna di opere rende merito agli insegnanti che oggi sono attivi, ma è certamente occasione per fare memoria di tutte quelle figure che nel tempo e negli stessi ruoli, hanno contribuito nel tempo, a realizzare quanto si è andato argomentando fin qui.
Solo citando alcuni dei nomi è possibile avere misura della varietà di sensibilità e diverse visioni che hanno animato gli spazi della scuola: Alessandro Scaccabarozzi, presente gia dal 1937 e il gia citato Vincenzo Trivulzio, Giovanni Fossati, di cui si riporta in frontespizio alla presente scheda il modellato a rappresentazione dell’associazione, Donato Frisia Senior, Mauro Benatti, Riccardo Brambilla e Franco Torazza.
Questi ultimi due per altro gia protagonisti di due mostre precedenti, organizzate in questi medesimi spazi dal Comune di Calco con la collaborazione di Artelab.
Si potrebbe continuare a lungo e la lista sarebbe esplicativa di come il tessuto culturale che nel corso dei 160 anni ormai prossimi dell’associazione, porti con se l’impronta di questo luogo.
A corroborare tutto ciò si aggiunge la considerazione di come le personalità che si sono avvicendate, abbiano saputo leggere i cambiamenti dei tempi e assumere adeguata postura difronte ad essi, mostrando estrema vitalità e prontezza nelle risposte.
Di questo forte impatto non sono esenti nemmeno le aree dei comuni limitrofi, posto che certi fenomeni culturali, lungi dall’essere solo fatti di colore e pennelli, terracotta e quant’altro, ma forieri di ben altre e piu incisive conseguenze, poco inclini si mostrano, per la loro natura dilagante, a osservare distinzioni o confini di tipo amministrativo.
Per queste e altre diffuse ragioni, oggi il Polo Culturale di Arlate ospita gli attuali attori della scuola e continuatori di questa tradizione di cui si va narrando.
Continua cosi negli spazi dell’APEA, l’educazione di quella tensione verso il bello delle forme e dell’armonia delle proporzioni, perseguita dagli aspiranti artisti, da quelli in erba a quelli meno giovani.
Di seguito, riflettendo le aree disciplinari di divisione interne alla scuola, espongono:
Prof. Maria Trivulzio : Disegno, pittura, acquerello.
Zanardini Carlotta : Arteterapia, Scultura lignea.
Daniela Angeli : Modellato.
Cristina Cereda : Disegno, Pittura a olio.
Elide Castelli : Disegno per Bambini.
Martina Spada : Disegno per bambini.
NAVA LUCA