5 Agosto 2026
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Perché Picasso rappresentava i volti da più angolazioni contemporaneamente? Scopri il significato del Cubismo e le opere che hanno rivoluzionato la storia dell’arte.
Foto di Loke da Pixabay *

MALAGA. Guardando un’opera come Les Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso, conservata al Museum of Modern Art (MoMA) di New York, si ha subito la sensazione che qualcosa sia cambiato rispetto alla pittura tradizionale. I volti non sono rappresentati come li vedrebbe un osservatore fermo davanti alla persona ritratta: alcuni elementi sembrano frontali, altri di profilo, altri ancora deformati.Foto di Loke da Pixabay

Questa scelta non era un errore né una semplice provocazione. Picasso stava cercando un nuovo modo di rappresentare la realtà: non più soltanto ciò che l’occhio vede in un istante, ma ciò che la mente conosce di un soggetto.

Nasce così il Cubismo, il movimento che all’inizio del Novecento avrebbe cambiato per sempre il linguaggio della pittura.

La realtà non è mai un’unica immagine

Per secoli la pittura occidentale aveva dato grande importanza alla prospettiva rinascimentale, basata su un punto di vista unico. Un quadro doveva sembrare una finestra aperta sul mondo, con oggetti e persone rappresentati secondo le regole della visione naturale.

Picasso e Georges Braque, però, iniziarono a mettere in discussione questa idea. Secondo loro una persona non viene conosciuta osservandola soltanto frontalmente: sappiamo com’è un volto perché ne abbiamo visto diversi aspetti nel tempo.

Il Cubismo cercava quindi di riunire in un’unica immagine più momenti e più angolazioni.

Les Demoiselles d’Avignon: la rottura con il passato

Dipinto nel 1907, Les Demoiselles d’Avignon rappresenta uno dei momenti decisivi dell’arte moderna. Le cinque figure femminili sono costruite attraverso forme spezzate e volti ispirati anche alla scultura africana e iberica.

L’opera, oggi conservata al MoMA di New York, non vuole creare una scena realistica. Picasso elimina la profondità tradizionale e trasforma il corpo umano in una composizione di superfici e geometrie.

Il dipinto non fu immediatamente compreso: molti artisti e critici rimasero colpiti dalla sua radicale novità. Tuttavia aprì la strada a una nuova concezione dell’immagine.

Il Cubismo analitico e la scomposizione delle forme

Tra il 1909 e il 1912 Picasso sviluppò, insieme a Braque, il cosiddetto Cubismo analitico.

In opere come Ritratto di Ambroise Vollard, conservato al Museo Pushkin di Mosca, il volto del celebre mercante d’arte viene scomposto in una serie di piani geometrici. Riconosciamo ancora la presenza del personaggio, ma la sua immagine appare frammentata.

L’obiettivo non era distruggere la realtà, ma analizzarla. Il pittore non voleva mostrare soltanto l’aspetto esterno, ma cercare una rappresentazione più completa e mentale.

Un’influenza dalla scienza e dalla fotografia

Il nuovo modo di dipingere di Picasso rispecchiava un’epoca in cui anche la visione del mondo stava cambiando.

La fotografia aveva dimostrato che una macchina poteva catturare un’immagine precisa della realtà. La pittura poteva quindi esplorare territori diversi: il pensiero, la memoria, la percezione.

Anche le nuove teorie scientifiche del tempo contribuirono a mettere in discussione l’idea di uno spazio assoluto e immutabile.

Guernica: una realtà vista da più prospettive

Anche in un’opera successiva come Guernica, dipinta nel 1937 e conservata al Museo Reina Sofía di Madrid, Picasso utilizza deformazioni e punti di vista multipli.

Qui però lo scopo non è più soltanto sperimentare un nuovo linguaggio visivo: la frammentazione del corpo umano diventa il modo per rappresentare il dolore e la tragedia della guerra.

Le figure sembrano spezzate perché spezzata è la realtà che Picasso vuole raccontare.

Un nuovo modo di vedere l’arte

Rappresentare un volto da più punti di vista significa accettare che la realtà sia complessa e impossibile da racchiudere in una sola immagine.

Picasso non voleva dipingere ciò che vedeva soltanto con gli occhi, ma ciò che conosceva attraverso esperienza, memoria e immaginazione.

Questa idea trasformò profondamente la storia dell’arte e influenzò movimenti come il Futurismo, l’Astrattismo e molte avanguardie del Novecento.

Curiosità

Picasso conservò Les Demoiselles d’Avignon nel suo studio per diversi anni prima di mostrarlo al pubblico. L’artista era consapevole della forza rivoluzionaria dell’opera e del fatto che avrebbe potuto essere difficile da comprendere anche per molti colleghi.

* NOTA. Le opere di Picasso non sono libere da diritti d’autore; pertanto si è optato per l’inserimento, in apertura, di un’immagine free tratta da Pixbay che rimanda in qualche misura alle Demoiselles d’Avignon (Simone Fappanni)

Bibliografia

  • William Rubin, Picasso and Braque: Pioneering Cubism, Museum of Modern Art.
  • John Richardson, A Life of Picasso, Random House.
  • Pierre Daix, Picasso: The Cubist Years, Thames & Hudson.
  • MoMA, catalogo delle opere di Pablo Picasso.
  • Museo Reina Sofía, documentazione scientifica su Guernica.

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