OUVERAGE DE LOMBARDIE. LA MINIATURA TARDOGOTICA DELLA LOMBARDIA DI XV SECOLO (PRIMA PARTE)

BERGAMO. Sette frammenti miniati di recente indagine e relativa publicazione a seguito di studi piu approfonditi, provenienti dal Museo Civico d’Arte Antica di Torino vengono di seguito illustrati, descritti e collocati nel contesto della miniatura tardogotica lombarda.

Si tratta di un antifonario con Proprio e Comune di Santi, decorato dal Maestro del Libro d’Ore di Modena, parzialmente ricostruito.

Di seguito una miniatura raffigurante l’Imago Pietatis, ricondotta a uno dei capolavori del maestro, il Libro d’Ore di Parma.

La gia nota miniatura con San Giovanni Battista è tutto ciò che sopravvive di un Libro d’Ore perduto strettamente legato ai modelli milanesi di Michelino da Besozzo, mentre un’iniziale con Sant’Agostino è ricondotta a un antifonario perduto realizzato a Pavia, forse da attribuire a un Maestro intorno al 1485.

Si suddivide l’intero contributo in due articoli di cui il seguente è il primo.

* Il Museo Civico d’Arte Antica di Torino conserva, accanto a una più nota collezione di manoscritti medievali e rinascimentali¹, un fondo di 80 ritagli miniati di origine italiana, francese e fiamminga databili tra XIII e XVI secolo, acquisiti dal Museo sul mercato antiquario in diverse occasioni tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo Novecento. Alcuni di questi frammenti, conservati nei depositi e quasi del tutto inediti², permettono di aggiungere tasselli significativi alla produzione tardogotica lombarda tra la fine del Trecento e lo scadere del secolo successivo.

Uno dei nuclei più interessanti è costituito da quattro ritagli attribuibili a una delle personalità più prolifiche e rilevanti della miniatura viscontea dei decenni a cavallo fra Tre e Quattrocento: il Maestro del Libro d’Ore di Modena³,identificato da Kay Sutton con Tomasino da Vimercate.

Tre di essi furono asportati da un Antifonario con il Proprio e il Comune dei Santi e raffigurano un angelo turibolante presso un altare all’interno di un’iniziale S (n. inv. 224/M; fig. 1), Maria Maddalena penitente che riceve la comunione da un angelo in un riquadro (n. inv. 397/M; fig. 2) e l’Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea in un’iniziale N (n. inv. 223/M; fig. 3)⁵ L’appartenenza di queste miniature al Maestro del Libro d’Ore di Modena si dichiara nell’ornato delle iniziali con girari acantacei e fiori su fondi dorati, nel delicato monocromo delle foglie che rivestono il corpo della lettera N, nella caratteristica vegetazione del riquadro miniato, nonché nei volti, con tratti asciutti, zigomi sporgenti e nasi affilati, nelle pieghe profonde a forma di falce e nei colori squillanti. Rimanda alla cultura figurativa del Maestro del Libro d’Ore di Modena anche lo schema iconografico adottato per la Maddalena penitente, raffigurata inginocchiata davanti a una caverna con le mani giunte in atto di ricevere la comunione da un angelo disceso dal cielo, che sembra dipendere dal medesimo soggetto nel celebre Libro d’Ore-Messale lat. 757 della Bibliothèque nationale de France (f. 343v), che il miniatore dimostra di conoscere e a cui guarda anche in altre occasioni⁶.

Gli studi hanno attribuito al Maestro del Libro d’Ore di Modena diversi fogli e ritagli provenienti da grandi libri di coro miniati sparsi tra Berlino⁷, Bloomington⁸, Cambridge⁹, Milano¹⁰, New Haven¹¹, Parigi¹², Filadelfia¹³, Princeton¹⁴,Washing­ton¹⁵, in collezione Zeileis¹⁶ e in altre collezioni private¹⁷, nonché passate sul mercato antiquario¹⁷.

Questi frammenti sono stati raggruppati dagli studiosi in serie sempre diverse.

Altri studi recenti hanno ricondotto a uno stesso manoscritto i frammenti McClean di Cambridge e quelli di Parigi¹⁹ al quale Lara Avezza ha in seguito aggiunto anche il foglio di Berlino²⁰, e riunito i fogli della Free Library di Filadelfia (nn. inv. Lewis E M 72.4–10) e di Bloomington a un Graduale di possibile origine lodigiana, per la presenza di un’iniziale con la raffigurazione del santo patrono Bassiano (n. inv. Lewis E M 72.4); (la chiesa di S.Basiano e la sua descrizione e connessione con i graduali citati, è reperibile in un articolo di cui si riporta il link e altre fonti in bibliografia).

Le altre due iniziali ritagliate di Filadelfia (nn. inv. Lewis E M 27.22–23) non apparterebbero invece all’insieme²¹ mentre i fogli di Princeton sarebbero da ricondurre a un altro Graduale²².

Nel 2001 sono state riunite attorno al Graduale lodigiano individuato anche i due ritagli di Filadelfia già in precedenza esclusi, e il foglio in collezione privata italiana con un santo camaldolese o piu probabilmente olivetano, che chi scrive propone di identificarli con la prima serie di libri corali scritti secondo documenti nel 1395 da fra Giorgio da Vimercate su ordine di Bassiano da Glissate, presbitero della chiesa di Lodi²³.

Tale proposta si basa sulla aggiunta recente dellla serie “lodigiana” delle iniziali del Fitzwilliam Museum (ms. McClean 201.13h – i, 210.13m– q) e dubitativamente anche quelle di Parigi²⁴anche se già ricondotte a un altro manoscritto nel 1994.

Essendo da relativamente noti da poco tempo e con pochi studi condotti, i noti nuovi frammenti miniati del Maestro del Libro d’Ore di Modena conservati in una collezione privata milanese, obbligano a rprendere le fila delle attestazioni precedenti per ricostruire le diverse serie liturgiche da cui proverrebbero i frammenti sopra citati, ovvero:

1, Un Antifonario con il Proprio e il Comune dei Santi di ambito camaldolese o olivetano (per la gia citata iniziale con un santo di quest’ordine) apparterrebbero alcuni fogli in collezione privata²⁵ e quello comparso a un’asta da Christie’s nel 1969, e le iniziali del museo di Filadelfia (nn. inv. Lewis E M 27.22–23) e alla Trivulziana di Milano.

2.Quella a un Antifonario con il Proprio del Tempo, legato al primo, l’iniziale di Washington; a un Graduale non collegato ai precedenti i fogli in collezioni private a Milano (nn. inv. 44.1–4), Parigi e in Svizzera, nel Museo di Princeton e quello venduto da Christie’s nel 2011²⁶; i restanti fogli di Filadelfia (nn. inv. Lewis E M 72.4–10) tra cui quello con san Bassiano e apparterrebbero a un altro Graduale con il Proprio e il Comune dei Santi, e solo questo potrebbe quindi essere stato eseguito per Lodi²⁷

I frammenti di Torino sono riconducibili all’Antifonario con il Proprio e il Comune dei Santi al quale vanno aggiunti il foglio di Berlino e le iniziali di Cambridge²⁹ e di Parigi e forse anche quella della Beinecke³⁰.

Questi frammenti (figg. 1–6) sono accomunati da raffinate iniziali di colore rosa lumeggiate di bianco e rivestite da foglie d’acanto a monocromo entro cornici dorate, da un fondo blu talvolta decorato con racemi bianchi o in un caso dorato, da tralci di foglie acantacee di colore rosso, blu, verde e rosa che scaturiscono dal corpo della lettera e talvolta dalla cornice e si sviluppano nei margini, sui quali si posano talora dei volatili e da piccoli bolli dorati raggiati con una sottile codina disposti lungo i margini. Anche la decorazione della seconda lettera che segue l’iniziale, laddove visibile, presenta la medesima ornamentazione con palmette a risparmio ritoccate di verde e una cornice a semicerchi. L’appartenenza dei frammenti di Cambridge e di Torino emerge chiaramente non solo dal confronto delle parti figurative, ma anche del repertorio ornamentale delle iniziali: le raffinate foglie blu dal risvolto rosso che si sviluppano dall’iniziale S della collezione privata milanese (fig. 4) si ritrovano nell’iniziale N di Torino (fig. 3) e nell’iniziale H di Cambridge (fig. 5), così come ritornano gli steli sinuosi che terminano in piccole foglie ritorte o ancora il disegno pressoché sovrapponibile delle foglie d’acanto a monocromo che rivestono il corpo della lettera delle due citate iniziali di Torino e di Cambridge.

LUCA NAVA

biografia e iconografia su richiesta nava.luca75@gmail.com

fonte immagini wikipedia