8 Settembre 2026
Cusumano, Vegetazione
Dal 12 (inaugurazione alle 17,30) al 29 ottobre, gli spazi dell’Officina dell’Arte di via Alberoni 14 a Piacenza ospitano la mostra personale “Il respiro della natura” della pittrice Annunciata Cusumano

PIACENZA. Il titolo della rassegna suggerisce già una chiave di lettura precisa: la natura, nelle opere di Cusumano, appare come una presenza viva, attraversata da movimenti sottili, variazioni luminose e passaggi cromatici che trasformano il dato visibile in una dimensione più raccolta e interiore. Alberi, vegetazione, scorci paesaggistici, elementi floreali e frammenti del mondo naturale vengono sottratti alla semplice funzione descrittiva e diventano occasioni per indagare il rapporto fra forma, luce e percezione.

La pittura di Annunciata si muove infatti lungo una linea in cui il riconoscibile conserva il proprio spessore, mentre la realtà viene progressivamente filtrata attraverso il colore. Le superfici vegetali, soprattutto, sembrano assumere una consistenza quasi tattile: le foglie, i rami e le masse del paesaggio sono costruiti attraverso sovrapposizioni e variazioni tonali che restituiscono la sensazione di una natura in continuo divenire. La luce ha un ruolo essenziale, perché definisce i piani, apre improvvisi varchi nello spazio e introduce nelle composizioni una dimensione temporale: ciò che si osserva sembra colto in un preciso istante, eppure conserva qualcosa di mutevole.

«Nelle opere di Annunciata Cusumano la natura non è mai soltanto un soggetto da rappresentare, ma una condizione dello sguardo», osserva il curatore Simone Fappanni. «La pittrice parte da forme riconoscibili, ma le conduce verso una dimensione nella quale il colore assume una funzione quasi percettiva: serve a far sentire la presenza delle cose, la loro distanza, la loro temperatura luminosa. È una pittura nella quale il paesaggio sembra respirare insieme a chi lo osserva».

Un aspetto significativo del percorso espositivo riguarda proprio il rapporto fra dettaglio e visione d’insieme. Cusumano sa soffermarsi su un particolare vegetale, su una porzione di cielo, su una variazione di luce tra le fronde, per poi ricondurre quel frammento a una percezione più ampia dello spazio. Il particolare acquista così un valore autonomo, quasi fosse una piccola soglia attraverso la quale accedere alla composizione intera.

Nei dipinti di Cusumano si avverte una scansione fatta di pieni e di pause, di zone più dense e di altre nelle quali il colore sembra arretrare, lasciando emergere una luce più silenziosa. È proprio questa alternanza a impedire che il paesaggio si riduca a semplice veduta: ciò che conta è il modo in cui l’immagine prende forma nello sguardo».

La mostra propone dunque un itinerario attraverso una natura osservata con attenzione e restituita mediante una pittura che cerca un equilibrio fra fedeltà al visibile e libertà interpretativa. Le opere invitano a soffermarsi sui mutamenti minimi della luce, sulle relazioni fra colori vicini, sulla consistenza delle superfici e sulle aperture dello spazio, in un percorso nel quale il mondo naturale diventa progressivamente anche luogo della memoria e della percezione.