8 Settembre 2026
still lif im guida

CREMONA. Dal 12 settembre (inaugurazione alle 11 con l’introduzione della conservatrice Anna Mosconi e la presentazione dal curatore Simone Fappanni) al 10 ottobre il Museo civico di Storia Naturale di Cremona, in via Ugolani Dati 4, accoglie la mostra “Still – life”, un percorso espositivo dedicato alla natura morta, o meglio “silente” e alle sue infinite possibilità interpretative attraverso le opere dei soci dell’Accademia d’Arte e Artigianato Artistico di Verona, presieduta da Emanuela Terragnoli.

 Il sodalizio scaligero, senza scopo di lucro, nato nel 1999 grazie a un gruppo di appassionati d’arte mossi dal desiderio di aggregare autori rappresentativi delle diverse realtà nel campo delle attività creative, nella convinzione che l’arte comprenda un insieme di valori che contrastano degrado, disagi ed esclusione sociale. Tra gli scopi dell’associazione, il costante confronto dei soci con ricerche, studi, dibattiti su temi di interesse artistico e culturale, esposizioni, incontri, fiere ed eventi.

La natura “sospesa” accompagna la storia dell’arte da secoli. Fiori, frutti, libri, stoviglie, oggetti d’uso quotidiano e frammenti di vita domestica diventano elementi attraverso i quali gli artisti esplorano il rapporto tra realtà e memoria, tra permanenza e mutamento. In apparenza immobili, questi soggetti custodiscono invece una sorprendente capacità evocativa e si trasformano in strumenti narrativi.

«La natura morta possiede una straordinaria ricchezza simbolica, perché ogni oggetto conserva un valore che supera la sua semplice presenza materiale», osserva Fappanni. «L’artista riesce a trasformare le cose più comuni in occasioni di riflessione e di racconto».

Il titolo “Still – life” richiama il termine inglese che identifica il genere e pone l’accento sul concetto di “vita silenziosa”, una dimensione nella quale le cose sembrano trattenere memorie, emozioni e tracce di esistenze. Il visitatore viene così invitato a osservare gli oggetti con uno sguardo diverso, cogliendone gli aspetti più intimi e le potenzialità espressive. Le opere riunite in mostra testimoniano la vitalità di un linguaggio artistico che si rinnova continuamente. Pittura, grafica e tecniche miste si alternano in un itinerario che mette in dialogo poetiche differenti, accomunate dall’interesse per il tema della natura morta e dalla volontà di interpretarlo attraverso sensibilità personali. «Ogni autore affronta il soggetto secondo una propria ricerca espressiva e propone una lettura originale del rapporto tra gli oggetti e il tempo», continua Fappanni.

«La fissità della composizione lascia emergere una dimensione interiore che invita alla contemplazione e alla scoperta dei dettagli». L’esposizione offre dunque una pluralità di sguardi. Un vaso di fiori può diventare una meditazione sulla fragilità, un frutto può suggerire il trascorrere delle stagioni, un oggetto dimenticato può riattivare il ricordo e la memoria. La natura morta si rivela così un territorio aperto, nel quale la rappresentazione si intreccia con l’esperienza personale e con la capacità dell’arte di attribuire nuovi significati alle cose. Gli elementi rappresentati nelle opere diventano protagonisti di una sorta di teatro del silenzio. Attraverso la luce, il colore e la composizione, gli artisti costruiscono narrazioni discrete che restituiscono intensità al quotidiano e invitano a una percezione più attenta della realtà». In “Still – life” la natura morta emerge quindi come un genere capace di attraversare il tempo, mantenendo intatta la propria forza evocativa e offrendo nuove prospettive di lettura attraverso la sensibilità degli artisti contemporanei.

In esposizione sono presenti le opere di Anna Balestrieri, Maria Grazia Bonomi, Teresa Casarotto, Anna Paola Cozza, Olga Drozdova, Alfio Longo, Tiziana Mazzucato, Ridanio Menini, Roberto Morbini, Paola Reoli, Gabriele Rodriquez, Gabriella Toffali, Emanuela Terragnoli, Stefania Vergazzini, Katia Vignola. La rassegna è visitabile gratuitamente nei consueti orari di apertura del museo.

Balestrieri indaga il rapporto tra forma e armonia attraverso una composizione dal forte equilibrio visivo; Bonomi sviluppa una ricerca incentrata sulla delicatezza cromatica e sulla capacità evocativa degli oggetti, mentre Casarotto propone una lettura intimista della natura morta, costruita attraverso accostamenti misurati. Cozza trasforma gli elementi del quotidiano in immagini dal carattere simbolico, con l’acquerello

Drozdova affida alla luce il compito di modellare la composizione e di suggerire atmosfere sospese. Longo interpreta il genere con una particolare attenzione alla materia e alla consistenza degli oggetti, Mazzucato costruisce una narrazione visiva nella quale il colore assume un ruolo determinante, mentre Menini concentra la propria ricerca sull’essenzialità della forma e sulla forza del dettaglio.

Morbini presenta una composizione capace di intrecciare osservazione del reale e suggestione poetica, Reoli sviluppa un linguaggio espressivo nel quale gli oggetti diventano presenze cariche di memoria; Rodriquez, affronta il tema con una sensibilità orientata verso il dialogo tra luce e spazio; Toffali, infine, propone una visione nella quale la natura morta si apre a una dimensione di raccoglimento.