
CASTELVETRO P.NO. È stata inaugurata, nei giorni scorsi, presso il Centro Arte Perini (Località Ponte 7), la mostra “Ritratti dell’anima” di Mariarosa Mosca. Il percorso espositivo accompagna i visitatori dentro una ricerca pittorica incentrata sul volto umano, sulla figura e sulle tracce emotive affidate al colore e alla materia.
Fin dai primi momenti dell’apertura è emersa con chiarezza la direzione della rassegna: una riflessione sul ritratto inteso come luogo interiore, spazio di memoria e strumento di indagine personale. I dipinti di Mariarosa Mosca, attraverso tonalità intense, campiture morbide e una costruzione delle figure capace di alternare precisione del dettaglio e libertà gestuale. Volti femminili, sguardi sospesi, posture silenziose hanno definito un itinerario coerente, dove ogni opera sembrava entrare in relazione con la successiva.
Durante la presentazione il curatore Simone Fappanni ha sottolineato come il lavoro dell’artista si sviluppi attorno a una dimensione psicologica del ritratto. Il curatore ha parlato di “una pittura che cerca l’essenza della persona attraverso la vibrazione del colore e la forza espressiva dello sguardo”, soffermandosi sul rapporto tra rappresentazione e interiorità.
Nel suo intervento ha inoltre evidenziato il modo in cui Mariarosa Mosca costruisce i volti attraverso velature e stratificazioni capaci di suggerire emozioni trattenute, memorie e stati d’animo. L’artista ha raccontato alcuni aspetti del proprio percorso creativo, spiegando che “ogni volto nasce da un ascolto lungo e silenzioso”. Ha poi aggiunto: “Mi interessa cogliere quel momento in cui una persona abbassa le difese e lascia emergere qualcosa di autentico”. Le sue parole hanno restituito il senso di una pratica pittorica costruita lentamente, attraverso osservazione, studio del gesto e ricerca cromatica. Nelle opere esposte il volto appare sempre come elemento centrale, pur mantenendo un dialogo costante con lo spazio circostante. Alcuni dipinti presentano sfondi rarefatti, quasi astratti, altri introducono dettagli più concreti, frammenti di ambienti e accenni simbolici. In tutti i lavori emerge una particolare attenzione alla luce, utilizzata per mettere in risalto lineamenti, mani e posture. La materia pittorica, stesa con gradualità, contribuisce a creare un equilibrio tra presenza fisica e dimensione emotiva. L’esposizione è visitabile gratuitamente fino al 3 giugno.
L’inaugurazione si è sviluppata come un momento di confronto diretto fra artista, curatore e visitatori. Molti si sono soffermati davanti ai ritratti di grande formato, caratterizzati da sguardi frontali e da una costruzione cromatica intensa. In altre tele, invece, le figure sembrano immerse in una dimensione più raccolta, quasi meditativa, dove il colore si fa tenue e la pennellata più morbida.
Mariarosa Mosca ha spiegato che “il ritratto permette di attraversare il tempo, perché dentro un volto rimangono tracce delle esperienze vissute”. Un’idea che attraversa tutta la mostra e che si ritrova anche nella scelta del titolo, legato alla volontà di indagare aspetti profondi della sensibilità umana.