SAN GAUDENZIO E LA MAGNIFICA CATTEDRALE NOVARESE

​NOVARA. Se c’è un simbolo che definisce l’orizzonte di Novara e il cuore dei suoi abitanti, è senza dubbio la Basilica di San Gaudenzio¹.

Con la sua maestosa cupola che sfida il cielo, questo capolavoro non è solo un monumento, ma un punto di riferimento visibile a chilometri di distanza sono la Basilica e la Cupola dell’Antonelli.²

​Dedicata al Santo Patrono della città, la Basilica è un gioiello architettonico che fonde il maturo manierismo rinascimentale con storia e genialità del tempo del suo architetto.³

​ Il corpo della chiesa infatti è cinquecentesco, ma il vero colpo di teatro è la sua Cupola, progettata dal celebre architetto⁴Alessandro Antonelli cge qui comeo alla Mole Antonelliana di Torino, lascia la sua firma.

​Edificata tra il 1577 e il 1590 su probabile disegno di Pellegrino Tibaldi⁴, la basilica si pose fin dal principio come emblema della cittadinanza novarese contro la presenza, sempre più opprimente, dello Stato assoluto instaurato dagli spagnoli. Portato a termine solo nella seconda metà del XVII secolo, l’edificio, a una navata, presenta una pianta a croce latina, di struttura tardo-rinascimentale.⁵

La basilica possiede numerose opere d’arte, tra cui un’antica cattedra vescovile. Nello scurolo, di fattura settecentesca, è conservata un’urna d’ argento contente le spoglie di San Gaudenzio⁶, patrono della diocesi.

Nella cappella del Santissimo Sacramento sono esposte otto tele secentesche del Fiammenghino, che rappresentano scene della vita di San Gaudenzio, svoltasi nella città.

La cappella della Nativite, nella seconda cappella a sinistra, ospita un polittico di Gaudenzio Ferrari commissionato nel 1514 circa,⁷ appartenente alla primitiva chiesa di San Vincenzo, con tavole raffiguranti il Presepio, l’Annunciazione (nel registro superiore del polittico), la Vergine con il Figlio fra i Santi Rocco, Ivo e i Vescovi Gaudenzio⁸ ed Ambrogio, i Santi Pietro e Giovanni Battista e i Santi Paolo ed Agabio (nel registro inferiore). Sostanzialmente conforme ai canoni rinascimentali è la cornice con cornicioni e colonne delle sei tavole.⁹

Nella cappella dell’Angelo Custode, laprima cappella di sinistra, sono presenti affreschi di Tanzio da Varallo¹⁰ (1629), raffiguranti i santi protettori della famiglia Nazari, ossia la famiglia committente.

Vi sono scene bibliche, anche desuete e immancabili il Paradiso e il Purgatorio¹¹.

Questi dipinti, così come la tela raffigurante la Battaglia di Sannacherib sono il frutto di un gusto che probabilmente, come si è accennato, già esce dai confini regionali per trovare ispirazione nell’arte dell’Europa centrale.⁶

Il campanile è opera di Benedetto Alfieri (1786).

La cupola, edificata tra il 1840 e il 1888 da Alessandro Antonelli,⁷ è completamente realizzata in muratura e misura 121 m di altezza.

Alla sommità è posta una statua in rame dorato del Cristo Salvatore, opera di Pietro Zucchi nella seconda metà del XIX secolo.⁸

Ricorre sempre qui come in altre città piemontesi l’uso del mattone per dare origine a forme e volute sempre mosse; si pensi a Palazzo Carignano⁹ a Torino, è ciò conferisce un tono di “reduce” di un passato che era, ma che non è più. Non lo è nei termini originari, ma si ripropone con una nuova semantica grazie all’innesto di elementi d’avanguardia, come accade a S.Gaudenzio con la sua Cupola.

Per certi aspetti simile a S.Igniazio, la chiesa dei Gesuiti a Roma, progettata sa Borromini¹⁰ questa Cupola di S.Gaudenzio, ma con un andamento ascensionale più pulito d von molte meno linee spezzate e “curve” della Cupola romana.

Tuttavia il basamento basilicale nella chiesa novarese, nulla invidia dei caratteri più squisitamente barocchi, a partire dalla scelta dei materiali e le cornici a muro, sontuose, che ospitano gli enormi teleri coevi.¹¹

​Tutto intorno alla Basilica si snoda un centro storico con il Complesso monumentale¹²del Broletto: li accanto, un cortile medievale che un tempo era il centro della vita pubblica e oggi ospita eventi culturali e la Galleria d’Arte Moderna¹³.

​Piazza della Repubblica è Il salotto cittadino, qui si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il suo imponente quadriportico.¹⁴

​Via Fratelli Rosselli e Corso Cavour circondano l’area della Basilica con i loro storici portici.

Occorre prestare attenzione per cogliere lo Spirito unitario di edifici e spazi interstizisali riempiti da molte aree verdi; altro carattere decisamente gradevole in u a città che, come la non distante Vercelli si presenta a misura d’uomo: c’è tutto, senza eccessi.

Sono inoltre presenti numerose chiese sempre di XVII secolo con opere anche pregevoli( come Gaudenzio Ferrari e Stefano Maria Legnani, il Legnanino nella chiesa del battista decollato), ma talvolta carenti quanto a cura e conservazione, conservando quell’aria romantico-nostalgica e fieramente decadente.

Il teatro, il palazzo della regione, piazza Erbe, e la piazza maggiore completano, insieme a un susseguirsi di palazzi d’estrazione neoclassica, l’impianto urbanistico che risente degli interventi del periodo napoleonico.

Anche a Novara come Biella, Ivrea, la gia citata Vercelli e Torino, ¹⁵ si respira l’estetica di ispirazione francese che, purtroppo ha portato tal oltre a cancellare testimonianze artistiche di XV e XVI secolo.¹⁶

Simile alle città sopra citate l’impianto urbanistico del centro storico: in questo le città piemontesi costituiscono quasi una costante, un brand difficilmente rinvenibile altrove.¹⁷

LUCA NAVA

Per biografia e note: nava.luca75@gmail.com

Fonte immagine: Wikipedia, part.