
CASTELVETRO P.NO. Dal 6 giugno al 2 luglio il Centro Arte Perini (Località Ponte 7) ospita la mostra personale del pittore virgiliano Nicola Milioli, dal titolo “Tentazione”. Si tratta di un pittore autodidatta il cui stile si può definire “figurativo gestuale”. Nato a Mantova, avvicina al mondo del disegno creativo e della pittura già nei primi anni delle scuole medie.
Legge saggi, novelle e qualsiasi cosa stimoli la sua fantasia e che poi possa essere trasposta nei suoi lavori. Intraprende il liceo scientifico e consegue la laurea in economia. Sono questi gli anni i cui, a causa degli impegni di studio prima e di lavoro poi, c’è un sostanziale allontanamento dal mondo dell’arte e della pittura. Accanto alla professione di commercialista, ritrova una continuità creativa a seguito della sosta forzata dovuta al lockdown.
Inizia l’attività espositiva nel 2022, partecipando alla mostra collettiva “Il Risveglio” tenutasi presso Palazzo Toaldi Capra di Schio facendosi notare per l’estrema originalità dei soggetti proposti. Segue un’intensa attività che lo porta a esporre sia in Italia che all’estero, conseguendo importanti riconoscimenti. Una sua opera è riprodotta sulla copertina del libro d’arte “De gustibus”.
È presente anche il fiere d’arte. «Ogni mio dipinto – spiega – rappresenta una storia che io voglio raccontare, uno stato d’animo momentaneo che comunico tramite il dipinto su tela. Utilizzo personaggi femminili per ribaltare una prassi consolidata e cioè che la storia sia sempre stata scritta dagli uomini. Ritrarre personaggi femminili significa riportare sul palco della storia stessa le donne che troppo spesso, salvo qualche rara eccezione, sono sempre state relegate nel ruolo di comprimarie. Ipersonaggi inoltre sono ritratti completamente nudi per spogliarlidi qualsiasi artificio e dare un significato di assoluta verità in quanto, quando una persona è nuda, non ha nulla più null’altro da nascondere».
Nicola Milioli si colloca nel panorama artistico contemporaneo come un autore capace di sviluppare una cifra stilistica riconoscibile, nella quale sensibilità tecnica e intensità espressiva convergono in modo armonico. Le sue opere rivelano una costante attenzione alla costruzione dell’immagine, alla qualità della materia pittorica e alla forza evocativa del colore, elementi che concorrono a definire un linguaggio visivo personale e coinvolgente.
La sua ricerca artistica si sviluppa attraverso una riflessione sulla realtà e sulla memoria, filtrate da uno sguardo che non si limita alla mera rappresentazione del visibile, ma tende a coglierne gli aspetti più intimi e profondi. I soggetti, in cui emerge quello femminile, pur mantenendo un saldo riferimento al dato reale, assumono spesso una dimensione lirica e meditativa, capace di coinvolgere lo spettatore in un percorso di lettura che va oltre l’immediatezza dell’immagine.
Simone Fappanni, curatore della mostra, ha sottolineato come l’opera di Milioli sia caratterizzata da una ‹vibrante› sensibilità poetica e da una ‹raffinata capacità di orchestrare luce e colore. La pittura dell’artista mantovano manifesta infatti una autentica tensione espressiva, grazie alla quale ogni composizione riesce a trasmettere emozioni e suggestioni senza rinunciare al rigore formale. Le sue tele diventano così luoghi di incontro tra esperienza personale e dimensione universale, dove il dato figurativo si apre a letture simboliche e interiori.
Particolarmente significativa appare la capacità dell’artista di costruire atmosfere sospese, nelle quali il rapporto tra presenza e assenza, tra memoria e percezione, assume un ruolo centrale. La qualità della stesura pittorica, unita a una costante ricerca di equilibrio compositivo, conferisce alle opere una notevole intensità comunicativa, rendendole accessibili a diversi livelli di interpretazione».